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Le Quadriglie, Storia
 
Il Carnevale Palmese
Il carnevale è da sempre il momento dell’anno in cui è lecito darsi alla gioia più sfrenata, dimentichi della quotidianità.
Si può assumere un’identità diversa, rovesciare i ruoli, indulgere ai piaceri della tavola, scherzare e divertirsi.
A Palma Campania, storia e tradizione si fondono con la componente giocosa tipica del carnevale, dando origine ad una ricorrenza che gli abitanti del paese in provincia di Napoli aspettano tutto l’anno, pronti a dar vita ad un’esplosione di irrefrenabile allegria.
Come in tutti i paesi che celebrano tale festa, essa ha delle caratteristiche proprie che rispecchiano i costumi e gusti della popolazione.
Ciò che distingue il carnevale palmese da qualsiasi altro carnevale italiano è l’esibizione delle quadriglie, i gruppi carnevaleschi locali, costituiti da un numero variabile di persone (anche 200), che si sfidano in un’avvincente competizione musicale che ha il suo culmine nel martedì grasso.

La quadriglia, etimologia
Il nome quadriglia deriva, probabilmente, dallo spagnolo caudrilla, termine che si riferisce alla disposizione che assumevano i suoi componenti quando sfilavano: quattro per riga.
Un’altra interpretazione fa risalire l’origine del nome alla famosa danza nata in Francia nella seconda metà del XVIII secolo (quadrille).
I forti legami esistenti tra il carnevale palmese e quello napoletano, dove col termine quadriglia ci si riferiva a gruppi composti da quattro maschere, ci fanno propendere per la prima ipotesi.
La prima quadriglia palmese che si ricorda risale al primo Novecento e il suo maestro fu tale Biagio ‘o seggiaro, ma le prime manifestazioni del carnevale palmese risalgono a molto prima.

Strumenti e travestimenti
La quadriglia si compone di un certo numero di fiati (clarinetti, tromboni, sassofoni ecc..), che di solito si aggira intorno ai 15 elementi, e che svolgono il ruolo di strumenti guida, e della cosiddetta piccola banda costituita dalla grancassa (‘rancascia), dal tamburo (tammuriello) e dai piatti o cimbali.
Essa ha il difficile compito di portare il tempo e di curare gli attacchi delle canzoni.
Si aggiungono a questi strumenti, suonati da musicisti esperti o da cittadini con particolare  orecchio musicale, le tradizionali tammurelle, triccaballacche, putipù e scetavajasse, strumenti a percussione tipici della zona (o’ lignamme), adoperati dagli altri componenti della quadriglia.
Dirigere i musicisti è compito del maestro, persona scelta all’interno della quadriglia, dotata di grandi capacità istrioniche, che dà l’attacco ai musicisti e svolge un po’ le funzioni del pazzariello, suo collega napoletano.
Ogni quadriglia si esibisce suonando il proprio canzoniere, dalla durata di circa mezz’ora, comprendente un repertorio che può spaziare dai brani musicali della tradizione classica napoletana, alle canzoni più in voga al momento.
E’ da ricordare, inoltre, la presenza della cosiddetta canzone d’occasione, una sorta di composizione in versi scritta per la circostanza sul motivo di una canzone già famosa.
Nell’odierno carnevale la canzone d’occasione tende però sempre più a scomparire.
Un’altra caratteristica delle quadriglie è rappresentata dai travestimenti realizzati sulla base di un tema scelto che varia di anno in anno, ogni gruppo si ingegna per fornire la rappresentazione migliore, negli ultimi tempi utilizzando anche carri allegorici, dando origine a sfilate colorate e festose.
Tra i temi più famosi adottati in passato, ricordiamo: Masaniello, L’armata Brancaleone, Il carnevale di Venezia e molti altri.

Tre giorni di festa
I festeggiamenti del carnevale palmese durano tre giorni: la domenica, il lunedì e il martedì, ma la preparazione e i riti ad essa collegati, come il "ratto del gagliardetto", importante momento in cui avviene il passaggio del simbolo rappresentante la quadriglia dal vecchio al nuovo maestro, avvengono con largo anticipo.
La domenica le quadriglie sfilano sfoggiando i propri costumi, mentre la sera del lunedì si esegue il cosiddetto passo, un momento molto suggestivo, fortemente sentito dai palmesi, che vivono le sensazioni di una grande vigilia: le quadriglie sfilano per le strade del paese senza alcuna maschera o costume, senza fermarsi e senza eseguire alcun brano del canzoniere, camminando al solo suono della marcia che le caratterizza e che è detta appunto passo.
Agli inizi il passo serviva agli orchestrali per imparare a camminare con la musica e costituiva una prova generale per tutta la quadriglia.
Il martedì grasso, la manifestazione raggiunge il suo culmine: verso le quattordici, le quadriglie, che hanno provato assiduamente il loro canzoniere nella settimana precedente, prove a cui chiunque può assistere liberamente, cominciano a sfilare in maschera, fermandosi a turno presso le tappe di un circuito stabilito in precedenza all’interno del paese, ed eseguendo i brani del loro repertorio, disposte nella tradizionale formazione a cerchio con al centro il maestro a far da guida.
Ad ogni cerchio corrisponde una giuria che vota i costumi, le musiche, il maestro e alla fine decreta la quadriglia vincitrice dell’ambito palio.

Bibliografia
- Biagio Peluso, «Il Carnevale Palmese», Tipografia Della Corte, 1986
- Floriana Nappi, «Le quadriglie, storia e tradizioni del carnevale di Palma Campania», Pubbliluca, 1999
- Pasquale Iorio, «Tutta colpa della Quadriglia» (prefazione di Pino Scaccia Tg1 RAI), Carpe Diem, 2012
 
 
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