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Palma Campania - Tradizioni popolari
 
Quadriglia
La centenaria tradizione della Quadriglia si rinnova ogni anno a Palma Campania. Le radici storiche di questa sfilata si riconducono alle settecentesche Quadriglie delle Arti partenopee.
Spontanei fenomeni di questo genere esistono a Palma già nel 1857, ma sono codificati in un'organizzazione preordinata solo dal '900. Le Quadriglie sono gruppi musicali di circa 90-120 professionisti ed amatori, che si esibiscono in un repertorio di canzoni tradizionali, accompagnanti dal suono di strumenti a fiato e dei tipici strumenti napoletani: tammurrelle, triccabballacchi, putipù, scetavajasse. I suonatori indossano costumi a tema, in genere legati all'allestimento del carro allegorico che partecipa all'evento. A questo tema sono ispirate anche le coreografie. Le musiche sono dirette da un Maestro. Ogni Quadriglia compone per l'occasione una canzone, il testo della quale, spesso in dialetto, viene distribuito al pubblico insieme ad un rametto di mimosa. I motivi che vengono eseguiti durante il Carnevale si rifanno soprattutto al Canzoniere, un repertorio fisso di canti popolari conosciuti da tutti.
Il tipo di rappresentazione, la rigidità dello schema esecutivo, tuttavia intriso d'improvvisazione, riconducono la Quadriglia a certi aspetti della commedia dell'arte partenopea.
Durante le soste del corteo dei musicanti, sempre incedente tra due ali di folla, gli abitanti manifestano il proprio affetto ai suonatori attraverso l'omaggio di fiori, di cibi e di bevande
"'E Muorte puverielle"
Il 2 novembre, giorno dei morti, era usanza di alcune famiglie palmesi che possedevano animali di ogni sorta, riempire una grande pentola di granone rosso che veniva cotto sul fuoco. Il grano veniva poi distribuito alla gente per suffragare i morti.
'O Fucarone 'e Sant'Antuono
Il 17 gennaio ricorre la festa di S. Antonio abate detta dal popolo festa di Sant’ antuono, protettore del fuoco e degli animali.
I Palmesi erano soliti recarsi in piazza, portando con sé i propri animali adornati con nastri e fiori perché il parroco li benedicesse.
Dopo la funzione i contadini tornavano nei propri rioni, dove accendevano un grande fuoco in cui bruciavano tutte le cose vecchie.
Da qualche anno, in questo giorno, si festeggia “Sant’Antuono maschere e suone”.
Un folto gruppo di Palmesi , coordinati dall’Associazione carnevale Palmese, vestiti con abiti d’ epoca della tradizione napoletana, si riunisce davanti al grande falò il Largo Pannocchia e suona, con gli strumenti tradizionali, mentre il pubblico si stringe intorno al gruppo mangiando il tradizionale “soffritto” e ballando
Il Volo dell'Angelo
La domenica successiva al 3 febbraio si organizzava presso la stazione di Palma il “volo dell’angelo”. Si tendeva un filo metallico da una parte all’altra della piazzetta antistante la stazione all’altezza di due o tre metri e si appendevano al filo due bambini vestiti da angeli con un congegno applicato loro dietro la schiena
Il Taglio dei Capelli
A marzo le ragazze di Palma erano solite tagliarsi i capelli e sotterrarne una ciocca ai piedi di un grosso albero. La tradizione voleva che i capelli sarebbero ricresciuti sani e forti come l’albero sotto cui li avevano posti.
La "Quaravesima"
Nel periodo di quaresima, i Palmesi erano soliti appendere ad un filo teso in alto, all’ingresso dei cortili o delle strade, una bambola di pezza con un fazzoletto in testa, molto somigliante alla figura di una befana, che aveva sotto i piedi una patata con sette penne di gallina.
Ogni settimana veniva tolta una penna dalla figura di pezza e questo significava che era passata una settimana di penitenza. Il venerdì, infatti, non si poteva mangiare carne.
Il rito proseguiva fino all’esaurimento delle penne e con l’ultima penna finiva il periodo di penitenza.
San Giovanni
Il 24 Giugno, giorno di San Giovanni, era per Palma una notte magica. Le ragazze raccoglievano  papaveri in un campo. Di sera bruciavano qualche petalo di un fiore e lo ponevano fuori al balcone, in una crepa del muro. La tradizione voleva che, se all’indomani avessero trovato il fiore rifiorito, si sarebbero sposate entro l’anno.
I Voti delle Donne
A Palma, era costume soprattutto delle donne fare un voto ad un santo o ala Madonna in ambio di una grazia. Spesso si chiedeva la guarigione di un parente e, in segno di voto, si indossava un vestito dello stesso colore di quello del Santo o della Madonna. Quell’ abito veniva indossato per tutto il tempo necessario per la guarigione dell’ammalato.
Il Presepe Vivente
Dal 1976 tra la fine di dicembre e gli inizi di gennaio, i giovani della comunità parrocchiale S. Biagio realizzano la sacra rappresentazione del Presepe Vivente nel suggestivo scenario di Largo Parrocchia. Le musiche scandiscono gli eventi accompagnate da suggestivi giochi di luci, mentre una voce fuori campo racconta la più antica storia d’amore tra Dio e l’uomo. Una fitta rete di solidarietà si tesse intorno ai giovani che nel presepe raccontano il loro cammino di fede.
Festa dei Quattro Altari
Chiamata anche “Festa delle Cappelle”, che coincide con la festività del Corpus Domini, durante la quale vengono allestite alcune riproduzioni in scala delle cappelle di una chiesa.
San Biagio
In occasione della festa patronale, che cade il 3 febbraio, la statua di San Biagio viene portata a spalle da giovani e anziani.
 
 
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